Parchi e parcheggi, l'influenza del verde sulla nostra salute.

Dall’agronomia urbana un aiuto alla cura delle malattie cardiache.

Affacciarsi su un grande parco urbano piuttosto che su una strada trafficata, polverosa e caotica non è certamente la stessa cosa.
Non sapevamo però che un grande parco urbano può garantire, anche solo guardandolo dalle finestre di una casa, benefici effetti sulla nostra salute, migliorando lo stato cardiovascolare del corpo e la condizione mentale.
La dimostrazione viene dai medici lituani che hanno condotto 5 anni di studi biomedici su una popolazione di 5mila individui abitanti di una grande città. Gli scienziati hanno dato un valore numerico ai benefici che il verde urbano può dare contro i rischi cardiovascolari dei cittadini.
Per la prima volta, sulla base di elementi biologici, si è dimostrato che chi vive in una casa affacciata su una grande area verde riesce a godere di una condizione sanitaria migliore di chi vive affacciato sul cemento di altri edifici.
Gli autori dell’indagine hanno scoperto che mortalità e malattie cardiovascolari delle persone vissute con porte e finestre affacciate su un grande parco sono sensibilmente inferiori a quelle di chi non ha goduto di tale condizione di benessere visivo; già,perché stiamo parlando anche di benessere mentale oltre che fisico.
La sorpresa è venuta dal fatto che i benefici sono stati riscontrati non solo nei frequentatori dei parchi ma anche in quelli che ci vivono semplicemente «esposti»; parliamo perciò di chi «gode» il parco semplicemente osservandolo dalle proprie finestre.
Noi siamo abituati,quando studiamo i comportamenti dello stile di vita,a prendere in considerazione un cambiamento nella dieta o nell’attività fisica; non si pensava però che la «visione» del verde potesse dare benefici fisici al nostro corpo.
La ricerca, svolta dall’università Vytautas Magnus di Kaunas, parte dal «progetto fenotipo» finanziato dalla Comunità europea. È il primo studio su larga scala per esplorare il legame tra spazi verdi e rischio di malattie cardiache in Europa centro-orientale.
I ricercatori hanno considerato come dimensione minima di riferimento i parchi con superficie maggiore di 1 ettaro (10.000mq) e coperta per almeno il 65% da alberi.
Hanno diviso le persone in tre gruppi, distinguendo quelli che vivevano affacciati su un grande parco urbano da quelli che risiedevano nelle vicinanze (oltre 650 m) e quelli che vivevano ad oltre 2 km di distanza.
Per cinque anni i ricercatori hanno confrontato il tasso di malattie cardiache dei tre gruppi e le cause di mortalità.
Lo studio ha registrato informazioni bio-mediche ma anche psico-comportamentali, compreso il tempo di presenza nelle aree verdi.
Gli uomini che vivevano più lontano dagli spazi verdi hanno sofferto una incidenza delle malattie cardiache del 60% superiore a quella di chi viveva affacciato su un grande parco.
I frequentatori attivi dei parchi hanno poi mostrato una minore propensione all’obesità, al vizio del fumo,alla depressione: potremmo dire che lo studio lituano ha confermato che il beneficio dei grandi spazi è dimostrabile con dati analitici ben precisi. Agronomia urbana e salute pubblica sono da oggi un binomio vincente, ricordiamolo agli amministratori delle nostre città.

 

Fiorenzo Pandini
Dottore agronomo
Brescia