Azioni per la compensazione delle emissioni di CO2 attraverso il verde

Comune di Vimodrone

Abitanti: 16.700
Superficie 4.8Kmq
Alberi 6.200
Metri quadri di verde pubblico 360.000

Inquadramento territoriale e ambientale: il sistema del verde rispetto la scala sovracomunale

In ambito metropolitano il sistema del verde della provincia di Milano, su grande scala, risulta ricco di aree verdi sovracomunali quali:

Parchi locali riconosciuti interamente compresi nel territorio della Provincia di Milano 

Provincia Comune  
Alto Martesana Milano Pozzuolo Martesana, Melzo
Balossa Milano Cormano, Novate Mil.
Cascine di Pioltello Milano Pioltello
Gelso Milano Marcallo con Casone, Mesero, S.Stefano Ticino
Mulini Milano Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago
Roccolo Milano Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano, Parabiago
Roggie Milano  Arconate, Dairago, Magnago

I Parchi locali interprovinciali

Alto Milanese Milano, Varese Legnano (MI), Busto Arsizio (VA), Castellanza (VA)
Bosco del Rugareto Milano, Varese Rescaldina (MI), Cislago (VA), Gorla Minore (VA), Marnate (VA
Collina di San Colombano Milano, Pavia, Lodi San Colombano al Lambro (MI), Sant'Angelo Lod (LO), Graffignana (LO),Miradolo Terme (PV), Inverno Monteleone (PV)
Est delle Cave Milano, Monza Carugate (MI), Cologno Monzese (MI), Cernusco s/N. (MI), Vimodrone (MI), Brugherio (MB)
Grugnotorto Villoresi Milano, Monza Cinisello Balsamo (MI), Cusano Milanino (MI), Paderno Dugnano (MI), Muggiò (MB), Nova Milanese (MB), Varedo (MB), Bovisio Masciago (MB)
Lura Milano, Como, Varese Lainate (MI), Rovello P. (CO) Rovellasca (CO), Lomazzo (CO), Bregnano (CO), Cermenate (CO), Cadorago (CO), Guanzate (CO), Bulgarograsso (CO), Cassina Rizzardi (CO), Caronno P. (VA), Saronno (VA)
Media Valle del Lambro Milano, Monza  Cologno Monzese (MI), Sesto San Giovanni (MI), Brugherio (MB)
Molgora Milano, Monza Bussero (MI), Carugate (MI), Pessano con Bornago (MI), Agrate Brianza (MB), Burago Molgora (MB), Caponago (MB), Carnate (MB), Usmate Velate (MB), Vimercate (MB)
Rio Vallone Milano, Monza, Lecco Basiano (MI), Cambiago (MI), Gessate (MI), Masate (MI); Aicurzio (MB), Bellusco (MB), Busnago (MB), Cavenago Brianza (MB), Mezzago (MB), Ornago (MB), Sulbiate (MB); Verderio Inferiore (LC)

IL PARCO NORD E IL PARCO AGRICOLO SUD MILANO SONO CLASSIFICATI PARCHI REGIONALI

Vimodrone risulta ubicato tra il verde della Media Valle del Lambro e il Parco delle Cave. 

In termini quantitativi, è possibile avere un primo riscontro quantitativo della reale consistenza di verde per abitante del Comune di Vimodrone; ad oggi, arrotondando per semplicità di calcolo a 16.700 abitanti la popolazione comunale, sulla base delle superfici complessive delle diverse categorie di aree cosiddette a verde pubblico esse ammontano a circa 360.000mq (110.000mq nel solo comparto nord-ovest) si può quindi calcolare una dotazione di verde per abitante pari a circa 21,5mq/abitante. Per quanto riguarda gli alberi, essi ammontano a circa 6.200 unità (2.200 nel solo comparto nord-ovest) quindi il rapporto albero per abitante è pari a 0,37 (oppure 2,7 abitanti per ogni albero).

La distribuzione delle aree verdi sul territorio comunale appare complessivamente omogenea, in quanto le zone ove le aree verdi pubbliche sono scarse o assenti sono quelle prevalentemente destinate ad usi agricoli, talora, tra l’altro, di proprietà comunale. Il verde agricolo-forestale “occupa” il 45% della superficie territoriale di Vimodrone. 

Per pura conoscenza si riportano alcuni dati di confronto:

Metri quadrati di verde pubblico per abitante CITTA’ ESTERE (da dati internet 2011) 

COMUNI Disponibilità di verde urbano (mq per abitante) Spesa media procapite annua in euro
DALLAS 132  
ZURIGO 116  
HELSINKI 108  
STOCCOLMA 88 29,00
COPENAGHEN 43 41,00
LONDRA 40  
BUDAPEST 8  
MADRID 18 33,00

Metri quadrati di verde pubblico per abitante CAPOLUOGHI DI PROVINCIA ITALIA (ISTAT 2010)

 

COMUNI Disponibilità di verde urbano (mq per abitante) Spesa media procapite annua in euro
Venezia 37,1  
Verona 36,6  
Torino 29,6 17,50
Palermo 21,2  
Milano 19,4 16,00
Catania 16,6  
Bologna 11,9  
Firenze 6,6  
Napoli 6,4  
Genova 5,4  
Bari 5,0  
Roma -1,0  
Vimodrone 21,5  

In ogni caso è bene ricordare che un confronto non deve essere realizzato semplicemente su base numerica ma, soprattutto, in funzione della compensazione ambientale, deve tenere conto della qualità del verde presente (vedi spesa in euro di alcune città sopra riportate).

Funzione del verde in termini di compensazione ambientale

Ricordando che in termini generali

  • più verde = meno CO2
  • più verde di qualità = meno CO2
  • più verde = mitigazione ambientale =meno CO2 

prima di affrontare il discorso in termini scientifici, elenchiamo una serie di principi basilari sulla compensazione della CO2 mutuati dal verde.

Ogni attività dell’uomo genera, inevitabilmente, una quantità calcolabile di emissioni di gas a effetto serra. La compensazione consiste nel neutralizzare gli effetti delle emissioni finanziando progetti volti a ridurre la stessa quantità di gas a effetto serra. In questo modo, al termine del processo di compensazione, il bilancio globale delle emissioni risulta essere nullo. Questo in estrema sintesi quanto prevede il Protocollo di Kyoto.

A tal proposito risulta doveroso ricordare che, in termini generali, gli alberi producono, direttamente e indirettamente, i seguenti benefici nei confronti della compensazione ambientale:

direttamente

  • Gli alberi si comportano come “serbatoi ” di carbonio contrastando così l’effetto serra;
  • Un ettaro di nuova foresta può “sequestrare”, mediamente, circa 6 tonnellate di anidride carbonica ogni anno, ovvero (rapporto CO2/carbonio 3.6/1) 22.5 tonnellate di CO2/anno. Gli alberi possono assorbire CO2 ad un tasso pari a circa 12 kg/albero/anno http://www.unep.org/billiontreecampaign/FactsFigures/FastFacts/index.asp). Gli alberi raggiungono lo stadio più attivo nell’azione di sequestro del carbonio all’età di 10 anni;
  • Nel documento “Riforestare la Terra” il Worldwatch Institute stima che il nostro pianeta abbia bisogno di almeno 130 milioni di ettari destinati agli alberi solo per risanare e mantenere la produttività del suolo e le risorse idriche, coprire le necessità industriali e di legna da ardere, rimuovere annualmente circa 1/3 delle emissioni di tonnellate di carbonio emesse ogni anno in atmosfera; ciò vorrebbe dire piantare 14 miliardi di alberi ogni anno per i prossimi 10 anni;
  • Per ogni tonnellata di nuova massa legnosa che si sviluppa, circa 0,9 tonnellate di CO2 vengono rimosse dall’atmosfera. Nell’arco di 50 anni di vita, un albero può generare € 20.000 in ossigeno, € 22.500 per il riciclo dell’acqua, € 40.000 per la bonifica dell’aria dall’inquinamento, per un guadagno totale di quasi 100.000 € per ogni albero, senza contare tutti gli altri vantaggi non misurabili economicamente; 
  • La creazione e l’accurata gestione di piantagioni di essenze e specie a crescita rapida fornisce legna da ardere per stufe e camini fornendo energia da una fonte sostenibile e rinnovabile. Le foreste  gestite accuratamente forniscono legname compensato e altri prodotti generati in modo sostenibile;
  • L’ombreggiamento procurato dagli alberi, a seconda della posizione, della specie, della misura, e delle condizioni, può ridurre le spese per il consumo di energia per il condizionamento di edifici residenziali e commerciali del 15-50%. Gli alberi, grazie all’ombra e alla traspirazione delle foglie, generano un effetto di raffrescamento naturale e “a bassa tecnologia” che si traduce in una minore domanda di impianti per la produzione di energia. Le città sono spesso vere e proprie “isole di calore” che raggiungono temperature di 5-9 °C superiori rispetto alle aree periferiche. Le città con più alberi sono più fresche e vivibili;
  • Gli alberi, opportunamente disposti, possono fungere da scudo per le abitazioni esposte al vento contribuendo così ad abbassare i costi di riscaldamento fino al 30%;
  • Numerosi studi e ricerche hanno riscontrato come i campi coltivati provvisti di filari alberati frangivento incrementano i raccolti se paragonati a quelli che ne sono sprovvisti, anche tenendo in considerazione lo spazio sottratto dalla presenza degli alberi. Gli alberi quando creano una barriera frangivento creano un micro-clima più favorevole per i raccolti in campo riducendo gli stress procurati da vento e dal surriscaldamento, allo stesso tempo prevengono la perdita di umidità dei suoli;
  • Gli alberi situati in prossimità delle strade assorbono 9 volte più inquinanti degli alberi lontani dalle stesse, convertendo i gas dannosi in ossigeno e in altri gas naturali benefici. Le emissioni dei gas di scarico delle autovetture, sono tra i principale problema di salute pubblica e contengono grossi quantitativi di inquinanti, compresi il monossido di carbonio (CO), i composti organici volatili(VOC), gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato (PM);
  • Posizionati strategicamente gli alberi possono essere efficaci barriere naturali contro la neve, riducendone l’impatto sulle strade, e quindi i costi di mantenimento e manutenzione oltre a garantirne la continua percorribilità;
  • I filari alberati ai lati delle strade creano barriere verticali, fornendo un limite definito, in questo modo aiutano gli automobilisti nella giuda e contribuiscono a indurre una moderazione della velocità. La differenza nella velocità è compresa tra i 5 km/h e 25 km/h. Studi di comparazione, effettuati per la sicurezza sulle strade, a differenza di quanto si pensa, mostrano una diminuzione degli incidenti su strade con presenza di alberi;
  • Gli alberi nei filari stradali contribuiscono alla diminuzione o alla totale eliminazione degli incidenti in cui i pedoni perdono la vita;
  • Gli alberi creano luoghi piacevoli, favorendo la mobilità ecologica.

indirettamente

  • Gli alberi situati lungo le sponde di fiumi, torrenti e laghi riducono e prevengono l’erosione delle rive e degli argini, quindi gli straripamenti e le esondazioni dei corsi d’acqua e forniscono ripari che migliorano l’habitat naturale circostante;
  • Gli alberi assorbono il primo 50% delle precipitazioni riducendo, così, il rischio di inondazioni e allagamenti delle strade e degli edifici.
  • Schermi di alberi e arbusti ben posizionati diminuiscono significativamente l’inquinamento acustico lungo le strade e le autostrade;
  • Gli alberi aumentano la bellezza e l’armonia degli insediamenti abitativi. Rendono la vita più piacevole, pacifica, rilassante e offrono una ricca eredità ambientale per le generazioni future.
  • Alberi e arbusti posizionati e mantenuti accuratamente aumentano significativamente il valore commerciale sia degli immobili residenziali sia di quelli commerciali.
  • Le attività che hanno sede su strade alberate mostrano un aumento del 12 % nel flusso dei reddito, che solitamente è un margine di vantaggio essenziale per il successo di un’attività commerciale di una cittadina o di un grande centro.
  • Ricerche scientifiche recenti hanno dimostrato come gli alberi aiutano le persone a sopportare meglio lo stress da lavoro e alleviano gli stati d’animo di tristezza e depressione nei pazienti ospedalieri. 

Calcolo empirico per la compensazione della CO2

Gli alberi e il verde in generale, hanno la capacità, tramite il processo fotosintetico, di fissare l’anidride carbonica presente nell’aria. Il carbonio viene immagazzinato in modo relativamente duraturo nella biomassa legnosa degli alberi. La capacità di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera è pertanto funzione essenziale dell’incremento medio di massa legnosa degli alberi. 

Quanta CO2 assorbe un albero? 

Un albero assorbe CO2 dall’atmosfera secondo la seguente reazione chimica: 

6CO2 + 6H2O + energia --> C6H12O6 + 6O2 

l'energia necessaria in questo caso è 686 kcal/mol ed è fornita dalla luce. 

La concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera non dovrebbe superare l'1% e nelle città la respirazione umana, il riscaldamento domestico, gli impianti industriali ed i motori delle automobili ne aumentano la quantità . 

Oltre ad un ciclo fotosintetico (solo di giorno e nel periodo vegetativo [da aprile a giugno e da metà agosto a fine ottobre]) del glucosio e dei derivati polisaccaridi, le piante hanno anche un ciclo opposto ossidativo (respirazione cellulare) (di giorno e di notte [tutto l'anno]) dei prodotti fotosintetici utilizzati appunto come nutrimento dalle piante stesse. Il bilancio complessivo dei flussi di ossigeno e CO2 da e verso l'ambiente esterno è comunque a favore della fotosintesi ovvero la pianta si comporta come un 'pozzo' (assorbitore) di accumulo di carbonio piuttosto che come una 'sorgente' (emettitore) verso l'ambiente esterno di carbonio e viceversa una 'sorgente' di ossigeno piuttosto che un 'pozzo' di ossigeno. Questo perché parte del carbonio assorbito e non utilizzato dal ciclo ossidativo della pianta rimane fissato sotto forma di cellulosa e lignina nelle pareti cellulari delle cellule 'morte' che costituiscono il legno interno della pianta. La fase di ossidazione delle piante è ciò che rende l’albero un essere vivente al pari degli altri. Lo stesso ciclo ossidativo fa si che la temperatura interna della pianta, a sua volta termoregolata da processi fisiologici, sia in generale diversa da quella dell'ambiente esterno.

Le piante sono divise in 3 grandi gruppi in funzione del tipo di fotosintesi operata. 

Facendo un ragionamento molto più semplice. La CO2 assorbita è proporzionale alla biomassa prodotta, ovvero assorbe più CO2 quella specie che in un determinato ambiente (clima, terreno, esposizione, disponibilità idrica e di nutrienti, ecc.) produce più biomassa. 

Se gli alberi si "mangiano" l'anidride carbonica che noi emettiamo, sorge la necessità di calcolare quanti alberi occorre piantare per compensare una certa emissione E di anidride carbonica (espressa in kg di CO2). 

Prima di vedere come, conviene fare delle osservazioni: è possibile convertire il peso della biomassa di una pianta nel peso dell'anidride carbonica che essa ha assorbito. 

Infatti il peso del contenuto di carbonio è in genere circa il 45-50% di quello totale della biomassa secca e, quindi, vale l'equivalenza: 1 g sostanza secca = 0,5 g C = 1,83 g CO2 (dove per passare da g C a g CO2 si è tenuto conto che il peso atomico del carbonio è 12 e quello dell'ossigeno 16, quindi 12 g C = [12+(16x 2)] g CO2 ovvero 1 g C = 3,67 g CO2. L'accumulo di biomassa non è costante durante la vita di una pianta, ma dipende dall'età. 

La relazione che lega biomassa ed età è del tipo B(t) = B∞ x (1 - e-αt). Dove B(t) è la biomassa della pianta all'istante t, B∞ e α sono parametri che dipendono dalla specie, dalle condizioni climatiche e dalle caratteristiche di fertilità del terreno. In termini matematici, B∞ indica l'asintoto orizzontale della curva, cioè la biomassa massima accumulabile, e α la sua pendenza nell'origine.

Prendendo ad esempio esemplari arborei di crescita rapida (es: pioppo-Populus sp; B∞ e α assumono i seguenti valori:

  • α = 0,082 (anni-1)
  • B∞ = 1151 (kg ss x albero-1)

Il pioppo è un genere ad accrescimento molto rapido e ciò lo rende preferibile rispetto ad altri generi perché permette una più veloce compensazione delle emissioni di CO2. Tendenzialmente tutti gli alberi hanno un accrescimento più veloce nei primi anni di vita in cui, quindi, assorbono più CO2 (il massimo, a parità di massa legnosa, si ottiene intorno al 10° anno di età). 

Vediamo ora, passo per passo, come calcolare il numero di pioppi necessari a compensare un'emissione: 

  • nota l'emissione E in termini di kg di CO2, si può esprimere l'emissione in termini di biomassa di albero (kg ss, ovvero kg di sostanza secca) necessaria a contenere la quantità E di anidride carbonica, ovvero: Ess = E / 1,83 poiché 1 kg ss corrisponde a 1,83 kg di CO2;
  • occorrerà quindi fissare la specie arborea da piantare e l'orizzonte temporale t ovvero il numero di anni entro cui voler compensare l'emissione. All'aumentare dell'orizzonte temporale, occorrerà piantare meno alberi perché l'incremento di biomassa sarà maggiore;
  • la biomassa che ciascun albero raggiungerà all'età t (pari all'orizzonte temporale) può essere calcolata tramite l'equazione B(t) = B∞ (1 - e-αt) vista sopra;
  • è possibile infine calcolare il numero di pioppi da piantare per compensare la propria emissione E in questo modo: N° pioppi = Ess / B(t) = Ess / (B∞ (1 - e-αt))

non potendo, per gli alberi di Vimodrone, calcolare precisamente il valore di compensazione di CO2 (vista l’eterogeneità di genere-specie botanica e di dimensioni del patrimonio esistente)

N. unità Altezza Età a fine 2010 Età a fine 2020
1302 < 6m 10 anni 20 anni
4400 7 - 12m 15 anni 25 anni
518 13 - 16 m 25 anni 30 anni
13 17 - 23 m 35 anni 40 anni
5 >23 45 anni 50 anni
6238      

conviene usare parametri generici presi da fonti sicure (http://www.unep.org/billiontreecampaign/FactsFigures/FastFacts/index.asp) le quali calcolano che 1 albero, mediamente, contribuisce ad eliminare 12 Kg/anno di CO2. 

Pertanto, facendo una media sul patrimonio arboreo di Vimodrone, emerge che: 

  • attualmente:
    • 5.700 alberi sono di media grandezza e quindi stoccano 6Kg/CO2/anno
    • 550 alberi sono di grandezza matura e quindi stoccano 12Kg/CO2/giorno 

Otteniamo che (550x12 Kg/CO2/anno = 6,6 tonnellate/CO2/anno) + (5.700x6 Kg/CO2/anno = 34,2 tonnellate/CO2/anno) = 40,80 tonnellate/CO2/anno 

  • nel 2020
    • 6.200 alberi maturi x 12 Kg/CO2/anno = 74,40 tonnellate/CO2/anno

Per quanto riguarda i tappeti erbosi, partendo da un dato del CeRTES (centro ricerche tappeti erbosi università facoltà agraria di Pisa), 1.000mq di prato fissano circa 6 tonnellate di CO2/anno; 

questo valore, rapportato ai 360.000mq di tappeto erboso pubblico esistente in Vimodrone, assurge ad un valore pari a 2.160 tonnellate/CO2/anno. 

In totale quindi possiamo affermare che: 

  • attualmente, il verde pubblico di Vimodrone fissa, in totale, 2.200 tonnellate/CO2/anno
  • nel 2020, il verde pubblico di Vimodrone fisserà, in totale, 2.234 tonnellate/CO2/anno 

Volutamente non viene considerata in questa trattazione la q.tà di CO2 assorbita dalle colture agrarie poiché, a parità di superficie, si stima che il bilancio (il delta) sia nettamente a favore della CO2 prodotta dalle lavorazioni di produzione-coltivazione-trasporto. 

Sviluppi futuri e strumenti per la compensazione della CO2

Concludendo questa introduzione sulla situazione complessiva del “sistema” del verde pubblico di Vimodrone, sembra lecito esprimere, sulla base delle osservazioni e delle valutazioni formulate, alcuni orientamenti circa le linee operative perseguibili dall’Amministrazione per incrementare e migliorare il proprio patrimonio verde.

Possibilità di sviluppo o tutela di aree verdi residue possono essere reperite a sud a est e a nord-est di Vimodrone. 

Le risultanze del censimento del verde realizzato nel 2006 hanno, infatti, evidenziato l’impossibilità di significativi incrementi di aree verdi all’interno del nucleo abitato, salvo future eventuali significative dismissioni di aree oggi edificate. 

In una situazione di scarsità di aree e di grande difficoltà a reperirne di nuove, la prima funzione di un A.C. non può che essere quella di conservare lo status quo del verde pubblico esistente, attraverso un piano sistematico di interventi di manutenzione e riqualificazione (più verde di qualità=meno CO2). Politica, tra l’altro, abbandonata, se non per quanto attiene alla manutenzione ordinaria, a causa della crisi economica che attanaglia le amministrazioni pubbliche dal 2007. 

Non è il caso, ovviamente, per Vimodrone, di parlare di “sistema verde connesso”. La causa è sicuramente da ricercare nella situazione di partenza notevolmente frammentata.

Nonostante ciò si dovrebbe, tuttavia, provare ad intraprendere un percorso per stabilire quanto meno delle connessioni funzionali tra gruppi di aree, soprattutto attraverso la creazione di percorsi ciclopedonali (possibilmente verdi), idonei a realizzare vie di connessione ecologiche. Nello specifico caso di Vimodrone, può anche essere necessario realizzare nuove passerelle ciclopedonali di attraversamento del naviglio, della linea MM e della SS Padana. 

Questo sistema di percorsi ciclopedonali dovrebbe, chiaramente, essere collegato alle due grandi aree verdi sovraccomunali: il parco delle Cave e il parco della Media Valle del Lambro. 

 Facendo riferimento alle “aree verdi” più importanti (per quanto attiene alla dimensione e quindi escludendo il giardino Torri) del Comune di Vimodrone ovvero il Parco Quasimodo, il parco Repubblica, il parco Baiacucco, essi risultano essere grandi spazi liberi dalle grandi potenzialità inespresse. Allo stato attuale sono semplicemente prati alberati dalle prospettive non chiaramente definite, su queste aree bisognerebbe intervenire, partendo da una riprogettazione integrale, così da strapparle dalla categoria delle “aree verdi” e portarle alla qualità delle aree a “parco”. 

Già questa prima lettura della situazione, ci consente di osservare dunque che nel Comune di Vimodrone è più realistico pensare a potenziamenti arborei uniti a interventi di cura dell’esistente; incrementi che si possono anche ipotizzare, naturalmente non disgiunti dai primi, per il verde sovraccomunale.

Inoltre

  • Dai dati dell’Urban Forest Research del 2005, il rapporto benefici/costi si aggira intorno a 1,7. Per benefici si intende: energia, qualità dell’aria, valore immobili. Per costi si intende: piantagione, manutenzione, spese varie. A tal proposito 1 albero in 40 anni, per il rapporto suddetto, equiparato ad oggi in euro pari a 4.000€-1.750€ = + 2.250€
  • La trasparenza degli interventi di forestazione è garantita dall’adesione di AzzeroCO2 al “Codice Etico” pubblicato dal Comitato Parchi per Kyoto (www.parchiperkyoto.it), un insieme di principi base e di regole specifiche per i progetti di forestazione e per la conseguente generazione di crediti di assorbimento delle emissioni di anidride carbonica da utilizzarsi nel mercato volontario.

AzzeroCO2 ha istituito infine un apposito registro, in cui i crediti vengono annullati dopo essere stati acquistati per conto dei clienti. Questo permette al cliente che realizza un’iniziativa di compensazione, di avere un’effettiva garanzia della concreta riduzione delle emissioni ed esclude la possibilità di vendere lo stesso credito più volte (double selling). Gli accordi chiusi finora comprendono non solo parchi e comuni, ma anche privati.

  • Si vuole infine citare il disegno di Legge di recente approvazione (Roma, 22 ottobre 2010, CDM), con il quale viene istituita la giornata nazionale degli alberi (cosiddetto DL Prestigiacomo).Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che istituisce la “Giornata nazionale degli alberi” il 21 novembre. Con questa iniziativa di valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo si vuole perseguire “l’attuazione del protocollo di Kyoto e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e il miglioramento della qualità dell’aria”. In questa Giornata il Ministero dell’Ambiente, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, potrà realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli istituti di istruzione superiore iniziative per promuovere la conoscenza e il rispetto della natura per stimolare un comportamento quotidiano ecosostenibile, anche al fine della conservazione della biodiversità. Ogni anno la Giornata sarà intitolata a uno specifico tema. Inoltre, in collaborazione con le autorità comunali e regionali e il Corpo forestale dello Stato, le istituzioni scolastiche cureranno la messa a dimora in aree pubbliche di piantine di specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale. Il disegno di legge punta poi a rendere effettivo per i Comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola più cogente per i sindaci. In particolare si abbreviano i tempi per la messa a dimora dell’albero portandoli da 12 mesi a 90 giorni. Entro un anno dall’entrata in vigore, ciascun Comune provvederà a censire e classificare gli alberi piantati nell’ambito del rispettivo territorio in aree urbane pubbliche. Due mesi prima della scadenza naturale del mandato il sindaco dovrà rendere noto il bilancio arboricolo del Comune. Inoltre, il provvedimento vuole incentivare la destinazione ad aiuole delle aree adiacenti o comunque funzionali a pubblici esercizi introducendo l’esenzione dalla Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap). Infine il decreto interviene sulla disciplina dei contratti di sponsorizzazione e degli accordi di collaborazione stipulati dalle amministrazioni pubbliche facendo rientrare tra le iniziative previste quelle finalizzate a favorire l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall’atmosfera attraverso la piantagione di alberi nelle aree urbane

Per quanto riguarda la densità di piantagione da adottare per la piantagione di alberi in un ettaro di superficie variabile tra bosco e parco dobbiamo tenere buona una media di 10/mq ad albero. Pertanto 10.000mq/10mq = 1.000 alberi/Ha

Per quanto riguarda, invece, l’interfilare da adottare in caso di piantagione di alberature lungo i viali sia cittadini che a parco esso spazia da un minimo di 4mt (per piante di piccole dimensioni- es: ciliegi), ad un massimo di 10 mt (per piante di grandi dimensioni- es: platani).

Per quanto riguarda il suggerimento su che alberi mettere a dimora come standard dimensionale, si suggerisce, visto il ns orizzonte temporale (2020) e il calcolo medio per lo stoccaggio della CO2, di utilizzare alberature caducifoglie con almeno circonferenza del fusto pari a 16-18cm e sempreverdi di altezza pari ad almeno 5mt. 

Infine, per l’elenco delle specie adatte si veda quanto allegato ricordando di prediligere le essenze a velocità di crescita medio-alta tipo: pioppo bianco, salice, platano, tiglio, olmo, ontano

CLASSIFICAZIONE PER CLASSE DI CRESCITA DELLE ALBERATURE PIU' USATE

A-1
Piante a
CRESCITA ELEVATA
A-2
piante a
CRESCITA MEDIA
A-3
piante a
CRESCITA CONTENUTA
Aesculus hippocastanum
Fraxinus excelsior
Acer platanoides
Acer pseudoplatanus
Cedrus spp.
Celtis australis
Fagus sylvatica
Liriodendron tulipifera
Magnolia grandiflora
Platanus spp.
Populus nigra
Populus alba
Quercus rubra
Quercus peduncolata
Tilia spp.
Ulmus spp.
Acer campestre
Cercis siliquastrum
Corylus colurna
Fraxinus ornus
Ligustrum lucidum
Malus spp.
Ostrya carpinifolia
Populus nigra var. pyramidalis
Prunus spp.
Robinia spp.
Sorbus spp.
Acer gimnala
Crataegus spp
Lagerstroemia indica
Prunus "amanogawa"
Prunus triloba
Syringa vulgaris

ELENCO DELLE SPECIE AUTOCTONE E/O NATURALIZZATE NELL'AMBIENTE PADANO

nome scientifico comune nome nome scientifico comune nome
Acer campestre
Acer opalus
Acer platanoides
Acer pseudoplatanus
Alnus glutinosa
Alnus incana
Berberis spp. (vari)
Betula spp. (varie)
Carpinus betulus
Celtis australis
Cercis siliquastrum
Corylus avellana
Cornus mas
Cornus sanguinea
Cotinus coggygria
Crataegus spp.
Euonymus europaeus
Fagus sylvatica
Frangula alnus
Fraxinus excelsior
Fraxinus ornus
Ilex aquifolium
Juglans regia
Laburnum spp. (vari)
Ligustrum vulgaris
Malus domestica
acero campestre
acero opalo
acero riccio
acero di monte
ontano nero
ontano bianco
crespino
betulla
carpino
bagolaro
albero di Giuda
nocciolo
corniolo
sanguinello
scotano
biancospino
evonimo
faggio
frangola
frassino maggiore
orniello
agrifoglio
noce
maggiociondolo
ligustro
melo
Morus spp. (vari)
Ostrya carpinifolia
Populus alba
Populus nigra italica
Prunus avium
Prunus padus
Prunus spinosa
Quercus cerris
Quercus petraea
Quercus pubescens
Quercus robur
Rhamnus catharticus
Robinia pseudoacacia
Salix alba
Salix viminalis
Sorbus aria
Sorbus aucuparia
Sorbus domestica
Sorbus terminalis
Syringa terminalis
Taxus baccata
Tilia spp. (vari)
Ulmus spp. (vari)
Viburnum lantana
Viburnum opalus
gelso
carpino nero
pioppo bianco
pioppo cipressino
ciliegio
pado
prugnolo spinoso
cerro
rovere
roverella
farnia
spincervino
robinia
salice bianco
vimine
sorbo montano
sorbo uccellatori
sorbo domestico
ciavardello
lillà
tasso
tiglio
olmo
lantana
palla di neve

 ELENCO DELLE SPECIE ADATTATE ALL'AMBIENTE URBANO

nome scientifico nome comune
Acer spp. (vari)  aceri
Aesculus spp. (vari) ippocastani
Albizzia julibrissin albizzia
Betula spp. (vari) betulle
Buddleia davidii buddleia
Carpinus spp. (vari) carpini
Camelia spp. (vari) camelia
Catalpa bignonioides catalpa
Cedrus spp. (vari) cedri
 Celtis australis  bagolaro
 Cercis siliquastrum albero di giuda
 Chaenomeles japonica cotogno da fiore
 Crataegus spp. (vari)  biancospini
 Forsythia intermedia  forsizia
 Fraxinus spp (vari)  frassini
 Ginkgo biloba  ginko
 Gleditschia triacanthos   gledizia
 Juglans nigra   noce nero
 Lagerstroemia indica   lagerstroemia
 Liquidambar styraciflua  Liquidambar
 Liriodendron tulipifera  albero dei tulipani
 Magnolia spp. (vari)   magnolia
 Paulownia spp. (vari)   paulonia
 Philadelphus coronarius   filadelfo
 Pinus strobus  pino strobo
 Pinus pinea   pino domestico
 Platanus spp. (vari)   platano
 Prunus cerasifera  mirabolano
 Prunus serrulata   ciliegio giapponese
 Punica granatum   melograno
 Quercus spp (vari)   quercie
 Rhododendron spp. (vari)   azalee e rododendri
 Sophora japonica   sofora
 Sorbus spp (vari)   sorbi
 Spirea spp. (vari)   spirea
 Tamarix spp. (vari)   tamerice
 Taxodium disticum   cipresso calvo
 Tilia spp. (vari)   tigli
 Ulmus spp. (vari)   olmi